Cittadinanza digitale, Competenze

Lavorare ovunque, scegliere l’Italia: il visto per nomadi digitali e lavoratori da remoto

Cosa è

Il visto per i nomadi digitali e per i lavoratori da remoto, istituito con il Decreto attuativo del 29/02/2024, consente ai cittadini extra europei che hanno i requisiti di soggiornare in Italia per un anno con la facoltà di poterne chiedere il rinnovo, permettendo quindi una permanenza più lunga nel Paese rispetto ai visti convenzionali.

Chi sono i lavoratori digitali

I nomadi digitali (lavoratori autonomi) e i lavoratori da remoto (lavoratori subordinati) sono cittadini non appartenenti all’Unione Europea, che svolgono online attività altamente qualificate e retribuite avvalendosi dell’utilizzo di strumenti tecnologici.

Che qualifica occorre avere

Sulla base dell’articolo 27 quater del Decreto legislativo 25/07/1998, n. 286, l’ingresso e il soggiorno per i lavoratori altamente qualificati, per periodi superiori a tre mesi e al di fuori delle quote massime di stranieri ammessi nel territorio dello Stato, è consentito ai cittadini che sono in possesso di uno dei seguenti requisiti:

  1. titolo di istruzione di livello terziario (ottenuto dopo il diploma di maturità) che attesti competenze avanzate, acquisite in un percorso di almeno tre anni presso università o istituti formativi riconosciuti nel paese dove è stato conseguito
  2. qualifica professionale riconosciuta ai sensi del Decreto legislativo 06/11/2007, n. 206
  3. qualifica professionale superiore attestata da almeno cinque anni di esperienza professionale di livello paragonabile ai titoli di istruzione di livello terziario (ottenuto dopo il diploma di maturità), pertinenti alla professione o al settore specificato nel contratto di lavoro o nell’offerta vincolante
  4. qualifica professionale superiore attestata da almeno tre anni di esperienza professionale acquisita nei sette anni precedenti la presentazione della domanda di Carta blu UE, per quanto riguarda dirigenti e specialisti nel settore delle tecnologie dell’informazione e della comunicazione

Ulteriori requisiti necessari

Sulla base dell’articolo 3 del Decreto attuativo del 29/02/2024 sono inoltre necessari i seguenti requisiti generali:

  1. reddito minimo annuo superiore al triplo del livello minimo previsto per l’esenzione alla partecipazione sanitaria (circa 28.000 euro annui)
  2. assicurazione sanitaria per il periodo di soggiorno e valida su tutto il territorio nazionale
  3. idonea unità alloggiativa, anche presso una struttura alberghiera o un immobile in affitto
  4. contratto di lavoro, di collaborazione o una relativa offerta vincolante
  5. assenza di condanne in capo al datore di lavoro, al committente o al richiedente, negli ultimi cinque anni, per reati di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina, di sfruttamento della prostituzione, di impiego di minori in attività illecite, di intermediazione illecita e di sfruttamento del lavoro

Dove chiederlo

La richiesta del visto deve essere presentata presso l’autorità diplomatica consolare del Paese di provenienza, corredata di tutta la documentazione necessaria per dimostrare il possesso dei requisiti.

I cittadini che otterranno il visto non dovranno presentare alcun nulla osta all’ingresso e il visto dovrà essere convertito in permesso di soggiorno entro otto giorni lavorativi dall’ingresso in Italia, recandosi presso la questura della Provincia di residenza.

Durata

Il visto ha durata annuale e potrà essere rinnovato sussistendo i medesimi presupposti. Per il rinnovo del Permesso di soggiorno è sufficiente che lo straniero stia in Italia almeno una volta ogni 180 giorni. 

Ricongiungimento famigliare e regime fiscale

La famiglia dello straniero titolare di Permesso di soggiorno per nomadi digitali o per lavoratori da remoto può richiedere il ricongiungimento familiare di durata pari a quello del lavoratore.

La questura comunica il codice fiscale al “nomade digitale” o al “lavoratore da remoto”. Quest’ultimo, in quanto lavoratore autonomo, richiede l’eventuale numero di partita IVA all’Agenzia delle entrate attraverso una procedura semplificata, poiché è la questura stessa a comunicare all’Agenzia l’avvenuto rilascio del Permesso di soggiorno. È prevista inoltre la possibilità di accedere a un regime fiscale agevolato, con una detassazione del 50% del reddito per 5 anni, a determinate condizioni. 

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