Abbiamo già parlato in diverse occasioni di come il portafoglio europeo di identità digitale (EUDI Wallet) sarà un mezzo di identificazione elettronica forte che consentirà al cittadino di conservare, gestire e convalidare in modo sicuro dati di identificazione personale e attestati elettronici di attributi (certificati digitali che attestano una caratteristica o una qualità di un cittadino o di un’organizzazione). Per esempio, permetterà a un cittadino di attestare il possesso di una patente, attraverso l’associazione tra la sua identità digitale (che contiene il suo codice fiscale) e l’attributo “patente di tipo B”.
Entro il 28/11/2026 ogni Stato membro dovrà realizzare almeno un portafoglio europeo di identità digitale. I Paesi europei stanno preparandosi a quella data partecipando a una serie di consorzi incaricati dello sviluppo e della sperimentazione dell’EUDI Wallet.
La presenza italiana nei consorzi europei
L’Italia è coinvolta in sei principali consorzi europei selezionati dalla Commissione Europea per i progetti pilota su larga scala (Large Scale Pilots) del Digital Identity Wallet.
POTENTIAL
Il consorzio POTENTIAL, composto da circa 150 partecipanti provenienti da 19 Paesi europei e dall’Ucraina, è stato selezionato per sviluppare soluzioni tecnologiche per sei casi d’uso del Wallet, tra cui l’integrazione della patente di guida, la gestione delle prescrizioni sanitarie, la registrazione delle SIM, l’identificazione e l’autenticazione per la fruizione di servizi pubblici digitali.
Tra i partner italiani figurano il Dipartimento per la trasformazione digitale, la Fondazione Bruno Kessler, l’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato, Intesa, Aruba, PagoPA e la Provincia autonoma di Trento.
NOBID
Il consorzio NOBID (Nordic-Baltic eID Project) coinvolge 25 soggetti pubblici e privati di sei Paesi europei: Danimarca, Germania, Islanda, Italia, Lituania e Norvegia. Il progetto si concentra sullo sviluppo del caso d’uso del Wallet legato ai pagamenti digitali.
Tra i partecipanti italiani si annoverano PagoPA, InfoCert, Intesi Group, Intesa Sanpaolo, il Dipartimento per la trasformazione digitale, ABI Lab, Poste Italiane e l’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato.
APTITUDE
Il consorzio APTITUDE, che coinvolge oltre 110 organizzazioni da più di 15 Paesi, si concentra sulla sperimentazione di wallet digitali per il settore della mobilità, dei trasporti e dei servizi bancari. Saranno testate soluzioni per la gestione dei documenti digitali di viaggio, tra cui il passaporto elettronico e il certificato di registrazione dei veicoli, e verrà sviluppato un sistema avanzato di autenticazione forte per i pagamenti digitali.
Tra le realtà italiane coinvolte figurano ABI Lab, Accenture, Banca Sella, Bancomat, BPER Banca, Fondazione Bruno Kessler, InfoCert, Intesa Sanpaolo, Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato, Namirial, PagoPA, Politecnico di Milano, Provincia Autonoma di Trento, Trenitalia e Trentino Digitale.
WE BUILD
Il consorzio WE BUILD, con la partecipazione di oltre 170 organizzazioni da più di 25 Paesi, si focalizza sui servizi alle imprese, sulla gestione della supply chain e sull’accesso transfrontaliero ai servizi digitali. Il progetto prevede l’introduzione di strumenti per la verifica dell’identità aziendale (KYC/KYB), la gestione delle dichiarazioni fiscali estere e la semplificazione dei pagamenti digitali sia per consumatori che per aziende. L’Italia guiderà le attività di armonizzazione e definizione delle regole di fiducia (Trust Framework) dei wallet, coordinando centinaia di organizzazioni provenienti da diversi Paesi europei.
Tra i partecipanti italiani si annoverano ABI Lab, ANAC, Banca Sella, Fondazione Bruno Kessler, InfoCamere, InfoCert, Intesa Sanpaolo, Intesi Group, Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato, Provincia Autonoma di Trento e Trentino Digitale.
DC4EU – Digital Credentials for Europe
Il consorzio DC4EU ha l’obiettivo di sperimentare l’uso di credenziali digitali verificabili integrate nel Wallet europeo. Il progetto si concentra in particolare su casi d’uso legati a istruzione, qualifiche professionali, sicurezza sociale e identità digitale transfrontaliera. DC4EU mira a garantire interoperabilità, affidabilità e riconoscimento reciproco delle credenziali tra gli Stati membri.
L’Italia partecipa con soggetti pubblici e accademici coinvolti nei casi d’uso relativi a istruzione, qualifiche e sicurezza sociale. Tra i partner italiani figura l’Università di Bologna, impegnata nella sperimentazione delle credenziali digitali accademiche e professionali. È inoltre presente CINECA, che contribuisce con competenze infrastrutturali e di interoperabilità dei sistemi informativi universitari. Partecipano anche enti previdenziali e assicurativi nazionali, coinvolti nei casi d’uso relativi alle attestazioni di sicurezza sociale in ambito transfrontaliero.
EWC – European Wallet Consortium
Il consorzio EWC è finalizzato allo sviluppo e alla validazione operativa dell’European Digital Identity Wallet, con un focus sull’adozione concreta da parte di cittadini, imprese e pubbliche amministrazioni. Il progetto lavora su casi d’uso ad alta frequenza, come l’identificazione digitale, la firma elettronica qualificata, i pagamenti, l’accesso ai servizi pubblici e privati e la rappresentazione di attributi legali. EWC punta a testare la scalabilità, la sicurezza e l’usabilità del Wallet in contesti reali e transfrontalieri.
Il consorzio è composto da Stati membri, autorità di identificazione, prestatori di servizi fiduciari, grandi aziende ICT, banche e operatori dei servizi pubblici digitali. L’Italia è rappresentata da amministrazioni centrali e soggetti pubblici e privati , tra cui Intesi Group, realtà qualificata nel settore dei servizi fiduciari e dell’identità digitale, che partecipa con competenze specifiche in materia di eIDAS, attestation of attributes e integrazione tecnologica con soluzioni di wallet e servizi digitali.
Le iniziative italiane
Come abbiamo giù avuto modo di illustrare, parallelamente alla partecipazione ai consorzi europei, l’Italia sta sviluppando l’IT Wallet (oggi basato su app IO), un portafoglio digitale nazionale che rappresenta un passo verso l’adozione dell’EUDI Wallet. L’IT Wallet consentirà ai cittadini italiani di accedere a servizi pubblici e privati utilizzando la propria identità digitale. Attualmente, l’IT Wallet è in fase di sperimentazione tecnica e prevede l’integrazione di documenti come la tessera sanitaria e la carta della disabilità. In una fase successiva, saranno aggiunti altri documenti, tra cui la carta d’identità, la patente di guida, il passaporto e la tessera elettorale e molto altro.
Conclusione
L’Italia si conferma un attore chiave nello sviluppo dell’identità digitale europea, partecipando attivamente ai principali consorzi europei e promuovendo iniziative nazionali come l’IT Wallet. Questi sforzi congiunti mirano a garantire ai cittadini italiani ed europei un accesso sicuro, interoperabile e user-friendly ai servizi digitali, in linea con gli obiettivi del Programma strategico del decennio digitale e del regolamento eIDAS 2.0.